via dei Mille 2, Gallarate
dal centro di Gallarate. Corso Sempione fino alla rotatoria di incrocio con Via Carlo Noè; qui si gira a destra per via Bolivia poi seconda strada a destra.
Specialista in Pediatria e Neonatologia
Il mio studio pediatrico è situato nel rione Crenna di Gallarate.
E' uno studio convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale attivo dal 1997.
Prima di lavorare come pediatra di famiglia ho lavorato presso la pediatria e la patologia neonatale dell'Ospedale di Rho dal 1988 al 1997.
CAMPAGNA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE
Presso il mio studio è attualmente attiva la campagna di vaccinazione antinfluenzale per bambini e ragazzi dai 6 mesi ai 16 anni.
Contattatemi per appuntamento
Negli orari notturni, dalle 20 alle 8, il sabato e nei giorni festivi è attivo il servizio di continuità assistenziale: tel. 116117.
Per le emergenze chiamare il 112.
Lo studio
Mi sono specializzata in Pediatria nel 1989 e in Neonatologia nel 1995 presso l'Università degli Studi di Milano H San Raffaele. Mi dedico costantemente all'aggiornamento professionale con la partecipazione a Congressi ed incontri scientifici. Sono membro dell'Associazione Culturale Pediatri (ACP), società che si occupa della promozione della cultura pediatrica e della salute del bambino. All'interno di ACP, faccio parte di un gruppo di studio sulla Nutrizione Pediatrica. Dal 2019 al 2023, in collaborazione con il Laboratorio per la salute materno Infantile dell'Istituto Mario Negri, ho partecipato allo studio "Nascere e crescere in Italia".
In studio, promuovo la rivista "UPPA Un Pediatra Per Amico", un giornale senza pubblicità, che stimola le innate competenze genitoriali per un'educazione ed una crescita con tanta attenzione alla maturazione cognitiva e relazionale.
Quando trovarci
| Giorno | Orario |
|---|---|
| Lunedì | 9:00–12:30 |
| Martedì | 9:00–12:30 |
| Mercoledì | 14:30–19:00 |
| Giovedì | 14:00–17:00 |
| Venerdì | 9:00–12:30 |
Su appuntamento: le richieste si ricevono al telefono dal lunedì al venerdì, 8:00–9:30.
1medico
1sede
5giorni di apertura a settimana
Le persone dello studio
Specialista in Pediatria e Neonatologia
Iscritta all'Ordine dei Medici di Varese, n. 03693
Nel mio amato studio lavoro per lo più da sola. Al mercoledì e giovedì pomeriggio l'infermiera Aurora collabora con me.
Con i colleghi Dott.ssa Carli, Dott.ssa Calloni, Dott. De Angelis collaboro all'interno della nostra associazione professionale.
Organizzazione
Si accede allo studio su appuntamento: ogni mattina, dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 9:30 ricevo telefonicamente le richieste di appuntamento.
Gli orari di ricevimento sono quelli riportati nella sezione «Orari e appuntamenti».
In studio
Nello studio si svolge la tradizionale attività pediatrica di prevenzione, diagnosi e cura; quindi vengono effettuate visite per bilanci di salute periodici nel bambino sano e visite per patologie.
Per quanto riguarda le certificazioni si effettuano le certificazioni previste dalla convenzione pediatrica, cioè:
Il costo è di euro 40.
NON vengono redatti i certificati inutili ovvero certificati NON legati a situazioni sanitarie. Non dovrebbo essere chiamati certificati; può bastare un'autocertificazione da parte dei genitori
Esempi:
Le domande dei genitori
FEBBRE
Per misurare la temperatura corporea si utilizza un comune termometro elettronico digitale posto in sede ascellare.
Si parla di febbricola se la temperatura è compresa tra i 37.5° e i 38.5°. Si parla di febbre se maggiore di 38.5°.
Il bambino febbrile necessita di:
Poichè la febbre rappresenta un meccanismo di difesa nei confronti delle infezioni, va abbassata per alleviare il disconfort del bambino, se presente. I farmaci da utilizzare sono il paracetamolo o l'ibuprofene; è bene sceglierne uno senza alternarli, perchè questo aumenta il rischio di effetti collaterali.
IL PARACETAMOLO RAPPRESENTA L'ANTIFEBBRILE PIU' SICURO . Può essere somministrato ogni 6 ore
PARACETAMOLO
* se utilizzate lo sciroppo 120 mg/5 ml:
peso del bambino kg 6 : paracetamolo 3.5 millilitri
kg 8 : paracetamolo 5 millilitri
kg 10: paracetamolo sciroppo 6 millilitri:
kg 12 :paracetamolo sciroppo 7.5 millilitri
kg 14: paracetamolo sciroppo 8.5 millilitri
kg 16: paracetamolo sciroppo 10 millilitri
kg 20: paracetamolo sciroppo 12 millilitri
kg 25: paracetamolo sciroppo 15 millilitri
* se utilizzate le supposte (solo in caso di vomito o difficoltà di assunzione) il dosaggio sarà il seguente:
peso tra i 4 e i 5 kg paracetamolo supposte 80 mg
peso tra i 6 e 7 kg paracetamolo supposte 125 mg
peso tra 8 e i 10 kg paracetamolo supposte 150 mg
peso tra 11 e i 15 kg paracetamolo supposte 250 m
peso tra 16 e i 20 kg paracetamolo supposte 300 mg
peso tra 21 e i 30 kg paracetamolo supposte 500 mg
La supposta non va mai divisa.
Lo sciroppo di IBUPROFENE rappresenta un'alternativa al paracetamolo. Può essere somministrato ogni 8 ore. Deve essere evitato assolutamente nel primo trimestre di vita. Va comunque usato con cautela nei bambini sotto i 2 anni, specie in condizioni di possibile disidratazione (vomito, diarrea), poichè può dare problemi renali. Ne è anche sconsigliato l'uso in caso di varicella.
DIARREA Si considera diarrea un abnorme aumento del numero delle scariche e della quantità di feci che diventano decisamente acquose; tale sintomo si può accompagnare, a volte, a febbre e/o a vomito. La terapia principale della diarrea acuta infantile coincide con la prevenzione della disidratazione attraverso l’utilizzo di SOLUZIONE REIDRATANTE ORALE (Dicodral 60: 1 bustina ogni 200 ml d’acqua; Prereid: 1 bustina ogni 100 ml d’acqua) da somministrare a volontà già nelle prime ore di malattia, fredda e a piccoli sorsi. A differenza di quanto veniva consigliato in passato, si è visto che è opportuna una rialimentazione precoce e con dieta libera adeguata all’età. Non è quindi opportuna la sospensione del latte o la diluizione dello stesso o l’utilizzo di latti poveri di lattosio. Gli unici cibi da evitare sono quelli ad alto contenuto di zuccheri semplici (dolci, bevande gasate, succhi di frutta) e ad alto contenuto di grassi (formaggi, condimenti)
VOMITO Si può accompagnare a diarrea e a numerose malattie febbrili. E' opportuno che il bambino che vomita ripetutamente ,venga tenuto a digiuno per alcune ore ed incoraggiato ad assumere liquidi zuccherati a piccoli sorsi non caldi. E' utile evitare i cibi ad alto contenuto di grassi ( formaggi, condimenti). L'eventuale presenza di acetone, sostanza che è prodotta dall'organismo in particolari situazioni, e che a volte è responsabile del vomito può essere rilevata nelle urine con l'utilizzo di strisce reattive (es: Ketur test). Questo disturbo si cura facilmente con un'alimentazione appropriata, con pochi grassi e molti zuccheri. L'utilizzo di farmaci contro il vomito è necessario molto raramente.
Evitare le porzioni abbondanti, i bis, i fuori- pasto ( merendine, snacks, caramelle, dolciumi, cioccolato, patatine fritte), le bevande dolcificate. E’ importante consumare un’adeguata prima colazione (non scarsa e di fretta ) a base di latte intero fresco o yogurt naturale e di cereali ( pane, fiocchi di cereali, fette biscottate) con l’eventuale aggiunta di frutta fresca, che può essere eventualmente assunta anche nello spuntino di metà mattina. Per il pranzo e per la cena è importante avere una regolare alternanza sia per i primi piatti (asciutti, in brodo, minestre di verdure, piatti unici con legumi) sia per i secondi, integrandoli sempre con una buona porzione di verdura fresca o cotta. Si suggerisce la seguente rotazione settimanale: • carne 4 volte • pesce 4 volte • legumi 3 volte come piatto unico con pasta o riso • uova 1-2 volte • formaggi 1-2 volte Sono da preferire le carni magre (pollo tacchino coniglio cavallo) e il pesce. E’ da limitare il consumo di carni grasse, di insaccati, di uova. E’ da limitare l’assunzione di formaggi preferendo quelli meno grassi (crescenza ricotta caprino mozzarella). Aumentare il consumo dei legumi alternando tutti i prodotti del gruppo ( fagioli piselli lenticchie) utilizzandoli preferibilmente come piatto unico insieme a pasta o riso. Contenere l’uso dei grassi di condimento, preferendo quelli di origine vegetale (in particolare l’olio d’oliva) in confronto a quelli di origine animale (burro panna lardo strutto).
"CHE LA NUTRIZIONE SIA LA TUA MEDICINA. I primi uomini che si sono preoccupati del modo di nutrirsi per restare in salute sono stati i primi medici" Ippocrate
Come cucinare:
Cosa bere: acqua non gasata
Non fare uso eccessivo di sale da cucina sia nella cottura degli alimenti sia come aggiunta alle pietanze; usare olio extravergine di oliva preferibilmente CRUDO sugli alimenti. EVITARE CIBI FRITTI E IMPANATI
E' importante amministrare e contenere il tempo dedicato a videogiochi e TV poichè un utilizzo incontrollato porta all'eccesso.
E' quindi fondamentale scegliere insieme ai figli i programmi da vedere e moderare la presenza della Tv nei momenti di riunione familiare. Infatti se è troppo invasiva (es:durante i pasti) toglie spazio agli scambi verbali, alle discussioni, interazioni importanti nello sviluppo delle competenze del bambino.
Come fare una costruttiva concorrenza ai videogiochi e TV ?
Incoraggiando la vita all'aria aperta, l'attivita' fisica o sportiva vera, stimolarndo i giochi con amici, i giochi di fantasia, di avventura, di movimento.
Favorendo i giochi intelligenti
Scegliendo giochi che implichino la manipolazione, la costruzione, il rapporto mezzi-scopi, l'impiego della logica.
Un uso accorto di questi strumenti evita la pigrizia mentale, favorisce lo sviluppo dell'intelligenza astratta e permette ai figli di acquisire un uso intelligente dell'informatica.
Merende dolci:
Merende salate:
bambini spesso possono accusare dolore alle orecchie,
moderni studi ci raccomandano di adottare la strategia della “Vigile Attesa”, cioè rimandare la decisione di somministrare una terapia antibiotica di 48-72 ore dall’inizio dei sintomi di otite.
Questa raccomandazione non è valida se:
E’ molto importante, intanto, garantire al bambino la somministrazione di antidolorifici (paracetamolo o ibuprofene).
In caso di peggioramento o persistenza dei sintomi oltre le 48-72 ore dall’inizio dei sintomi, è opportuno somministrare un antibiotico, tra questi molto indicato è l’amoxicillina da somministrare 3 volte al giorno (anche se è scomoda la somministrazione 3 volte al dì è però la più efficace).
La strategia della vigila attesa nasce dall’osservazione che la gran parte delle otiti hanno un decorso verso la guarigione spontanea senza il ricorso a una terapia antibiotica, questo perché molte hanno una causa virale (e gli antibiotici nulla possono contro i virus) e quelle batteriche hanno una elevata possibilità di risolversi spontaneamente.
I problemi relativi al sonno nei primi tre anni di vita vengono frequentemente discussi in ambulatorio, per la loro alta prevalenza. Infatti pare che affliggano circa il 30 % dei bambini e delle loro famiglie.
In questa fascia d'età alcune riflessioni possono aiutare ad affrontare il disagio dei frequenti risvegli e del cosleeping (dormire coi genitori). Un punto di partenza può essere rappresentato dalla domanda: COME MAI IL BAMBINO CHE PRIMA DORMIVA TUTTA LA NOTTE, A 7-8 MESI COMINCIA A SVEGLIARSI PIU' VOLTE? Dare la "colpa" alla dentizione è spesso automatico e suggerito dalla nostra tradizione popolare. E' doveroso però approfondire questo tema delicato. Un aiuto ci viene da Berry Brazelton, pediatra e psichiatra statunitense, che ci propone il concetto di "touchpoints" o momenti sensibili ed importanti per la crescita. Il touchpoint dei 7 mesi è proprio identificato dallo svegliarsi di notte. La genesi di questa situazione è, secondo Brazelton, da ricondurre ai rapidi progressi del bambino nello sviluppo e nella socializzazione. A 7-8 mesi il bambino sta seduto da solo, può gattonare, prende il cibo con le mani, sviluppa la conoscenza della differenza e l'angoscia dell'estraneo. Questa angoscia nei confronti dell'estraneo e di conseguenza l'attaccamento alla madre, che viene ricercata ad ogni risveglio notturno, sono, secondo Brazelton, alla base delle frequenti interruzioni del sonno. Così si può comprendere che ciò che giudichiamo disturbo del sonno è in realtà uno scollamento tra le aspettative del genitore e la normale maturazione biologica del bambino. Purtoppo questa fase di sonno difficile coincide proprio con la ripresa del lavoro da parte della madre, evento che impone alla famiglia orari e stile di vita differenti.
E' indispensabile mettere in atto una corretta igiene del sonno, quindi:
Per evitare incidenti ai bambini durante il loro trasporto in auto, occorre sempre usare il seggiolino in modo corretto e in base all'età del bambino e alla sua altezza.
I bambini di statura inferiore a 150 cm devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti". Così recita l’articolo 172 del Codice della Strada.
Nuove norme dal 2017
I seggiolini auto sono classificati in base all’altezza e non più in base al peso (i produttori dei seggiolini devono definire la classe di appartenenza del prodotto indicando a quale fascia di altezza del bimbo è rivolto)
E' stabilito l’obbligo di viaggiare con il seggiolino rivolto in senso contrario di marcia fino ai 15 mesi (prima era fino a 9 kg di peso), questo perché il bambino piccolo ha una fisiologica fragilità della testa e del collo ed in caso di incidente, per il contraccolpo, sono queste le parti più esposte a danni gravi.
Richiede l’utilizzo del sistema “Isofix” per l’aggancio in auto, diminuendo i rischi d’installazione non corretta rispetto all’aggancio con le cinture di sicurezza del veicolo.
INOLTRE
Dal 1° gennaio 2017, secondo le modifiche apportate alla “vecchia” normativa R44/04, dovranno essere utilizzati rialzi con schienale per i bambini al di sotto dei 125 cm di altezza al fine di garantire una maggiore sicurezza e protezione. Quindi non si possono più usare i cuscini con braccioli senza schienale un tempo omologati per i bambini in età di scuola materna
I rialzi senza schienale saranno consentiti solo per bambini con altezza superiore a 125 cm di altezza.
Trasporto dei bambini su motociclo
E' consentito il trasporto di bambini di età maggiore di 5 anni, che devono sedere nell'apposito seggiolino e indossare il casco protettivo omologato.
Trasporto dei bambini in bicicletta
Il codice della strada consente il trasporto di un bambino fino a 8 anni di età, ma solamente da un maggiorenne e solo usando il seggiolino omologato che deve avere bretelle o cinture di contenimento, una struttura che protegga i piedi, lo schienale e dei braccioli.
Seggiolino anteriore: per i bambini piccoli (tra 9 e 15 kg)
Seggiolino posteriore: per bambini fino a 8 anni
adattato da “la salute del bambini e dell'adolescente” di R. Marinello e M. Scarazatti
Non c'è indicazione a chiedere consulenza ortopedica se non ci sono sintomi di dolore e se il bambino ha meno di 8 anni.
La prescrizione di plantari nei bambini con piede piatto è inutile: i plantari rappresentano un compenso passivo alla posizione del piede e non hanno nessuna efficacia terapeutica
L'attuale proposta vaccinale nella prima infanzia è la seguente.
Nel terzo mese di vita:
Si tratta di iniezioni che vengono effettuate sulla coscia.
La vaccinazione esavalente viene ripetuta dopo 2 mesi e dopo 8 mesi dalla prima dose; la vaccinazione antipneumococcica deve essere ripetuta dopo 1 mese e dopo 2 mesi dalla prima somministrazione, con una dose di richiamo tra gli 11 e i 15 mesi di vita. La vaccinazione antimeningite B viene ripetuta dopo 2 mesi e a 12–15 mesi di vita.
La vaccinazione antirotavirus, ovvero contro uno dei principali virus della gastroenterite dei bambini, è un vaccino orale da effettuare a 2 mesi di vita e da ripetere dopo almeno 4 settimane (Rotarix) o dopo 4 e dopo 8 settimane (Rotateq).
La vaccinazione antimorbillo, rosolia, parotite, varicella, sempre iniettiva, viene effettuata attorno all'anno di vita assieme alla vaccinazione antimeningite ACWY, anch'essa iniettiva.
1) nella ricerca, magari anche un po' caotica, della costruzione della personalità, come vedo mio figlio/a in questo momento? Ha desiderio di essere più libero? E' in grado di gestire la sua libertà? Quali sono le sue figure di riferimento?
2) Coi genitori esiste un buon canale di dialogo? Il ragazzo lo cerca? I genitori sanno captare i modi e i tempi per dialogare?
3) Quali rapporti ha l'adolescente con altre ambienti educativi (scuola, oratorio, gruppo sportivo etc...)? All'interno di esse ha un ruolo di protagonista o di spettatore? Si riesce a farlo riflettere sugli aspetti che questi ambienti offrono?
4) Quali sono i frapporti col gruppo dei coetanei? Li cerca? Viene cercato/a? Come trascorre il tempo in compagnia? Conosco il gruppo? E' un gruppo " sano " ? Oppure c'è il pericolo di trasgressioni (alcol, fumo o...)?
Da leggere a casa
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